La giornata della Memoria - La Shoah : Weisz, l'allenatore che finì ad Auschwitz dopo aver vinto tre scudetti.
Nel giorno della Memoria, ci pare importante rilanciare ancora una grande storia che vede il calcio e la Shoah, purtroppo protagonisti insieme, ma che ci deve insegnare a non dimenticare il passato per costruire un presente migliore. Un giorno di ricordo, da tenere vivo ogni giorno !.
A riportare tutto a galla per primo è stato Matteo Marani, laureato in storia, tifoso bolognese, nel suo libro "Dallo scudetto ad Auschwitz".
Il lavoro di Marani, pubblicato nel 2012, molto meticoloso, fa emergere un personaggio mai sopra le righe, calmo, educato e con un grande senso dell’equilibrio.
Anche un grande narratore come Federico Buffa lo ricorda in un grande documentario visibile su Sky, dove il gioco del calcio è il filo conduttore per raccontare la storia di un uomo legato al un periodo buio della nostra vita di esseri umani, con parole ed immagini piene di sensibilità e amore verso lo sport e la vita.
Arpad Weisz era stato un ottimo giocatore, ala sinistra, ma un infortunio serio lo porta sulla panchina dell’inter di Milano come tecnico. È lui a lanciare in prima squadra Peppino Meazza e a vincere lo scudetto del 1930 .
Nel 1935, dopo aver girato per diverse squadre italiane, per Arpad Weisz fu l'anno del passaggio al Bologna, dove vinse due scudetti.
Nella finale del Trofeo dell' Esposizione (si potrebbe dire l’equivalente della attuale Coppa Campioni) che si svolgeva a Parigi, il Bologna batte 4-1 i maestri del Chelsea e vinse la Coppa!!
Ma le leggi razziali iniziano a farsi sentire e il Bologna lo licenzia nel 1938, Weisz si trasferisce a Parigi, poi in Olanda, a Dordrecht. Città piccola, squadra semidilettantistica, ma con Weisz in panchina batterà più d'una volta il grande Feyenoord.
Nel 1940, la seconda guerra mondiale appena iniziata investì anche i Paesi Bassi, che furono invasi dalla Germania di Hitler: la famiglia di Weisz, in quanto ebrea, fu trasferita in un campo di lavoro prima, e nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Fu qui che per Arpad Weisz arrivò il tragico epilogo, il 31 gennaio 1944, in una camera a gas.
Nel 2013, invece, quando Inter e Bologna si incontrarono nei quarti di finale di Coppa Italia, decisero di ricordare il loro ex allenatore scendendo in campo con una maglia dedicata ad Arpad Weisz.
Speriamo che non resti un esempio isolato.
Anche un grande narratore come Federico Buffa lo ricorda in un grande documentario visibile su Sky, dove il gioco del calcio è il filo conduttore per raccontare la storia di un uomo legato al un periodo buio della nostra vita di esseri umani, con parole ed immagini piene di sensibilità e amore verso lo sport e la vita.
inter
Arpad Weisz era stato un ottimo giocatore, ala sinistra, ma un infortunio serio lo porta sulla panchina dell’inter di Milano come tecnico. È lui a lanciare in prima squadra Peppino Meazza e a vincere lo scudetto del 1930 .
Nel 1935, dopo aver girato per diverse squadre italiane, per Arpad Weisz fu l'anno del passaggio al Bologna, dove vinse due scudetti.
Nella finale del Trofeo dell' Esposizione (si potrebbe dire l’equivalente della attuale Coppa Campioni) che si svolgeva a Parigi, il Bologna batte 4-1 i maestri del Chelsea e vinse la Coppa!!
bologna
Ma le leggi razziali iniziano a farsi sentire e il Bologna lo licenzia nel 1938, Weisz si trasferisce a Parigi, poi in Olanda, a Dordrecht. Città piccola, squadra semidilettantistica, ma con Weisz in panchina batterà più d'una volta il grande Feyenoord.
Nel 1940, la seconda guerra mondiale appena iniziata investì anche i Paesi Bassi, che furono invasi dalla Germania di Hitler: la famiglia di Weisz, in quanto ebrea, fu trasferita in un campo di lavoro prima, e nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Fu qui che per Arpad Weisz arrivò il tragico epilogo, il 31 gennaio 1944, in una camera a gas.
Speriamo che non resti un esempio isolato.
2013








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